UNA VITA IN GABBIA

La vita dei visoni negli allevamenti si svolge completamente in una gabbia di poche decine di centimetri quadrati, fatta di rete metallica e sospesa dal terreno. File e file di prigionieri in attesa di una morte orribile.


Il vero prezzo di una pelliccia non si valuta in denaro, ma in sofferenza, quella patita da tutti gli animali che devono essere uccisi per la loro pelle. Nelle gabbie degli allevamenti si nasconde un mondo orribile, che abbiamo potuto vedere e documentare in prima persona.



PRIGIONIA E STRESS


– La vita in gabbia e lo stress portano molti di questi animali a mostrare segni di cedimento psicologico, evidenziati dai comportamenti stereotipati, documentati nel nostro caso piazzando una telecamera nascosta vicino ad una gabbia. Quello che le immagini video hanno rilevato è un comportamento immutabile dei poveri visoni che tutto il giorno o quasi vanno avanti e indietro ritmicamente.


– La vita a stretto contatto di animali che sono in natura solitari porta a gravi casi di aggressioni e ferite. In particolar modo nel periodo in cui i piccoli, tenuti fino a 5 in una gabbia, iniziano a crescere, questi fenomeni sono diffusi ed evidenti. Abbiamo trovato visoni con ampie ferite alla testa, alla coda, alle zampe.


– La vita di prigionia porta alcuni animali stressati ad automutilarsi. Non possiamo sapere se alcune delle ferite da noi riscontrate, alle zampe o alla coda, possano essere derivanti dallo stress e siano autoinfilitte.


– In seguito a malattie o ferite molti animali agonizzano o muoiono nelle gabbie. I loro compagni non possono fare altro che convivere con chi sta morendo o con i cadaveri.



UCCISIONE IN CAMERE A GAS


– L’uccisione in alcuni allevamenti avviene ancora con l’utilizzo di tubo di scarico di un trattore all’interno di una camera a gas artigianale. L’uso dei fumi di scarico è legale, ma la difficoltà di creare concentrazioni sufficienti e precise di CO rende questo metodo insicuro, lento e doloroso per gli animali. I visoni, animali semi-acquatici ed evoluti per trattenere a lungo il fiato, restano minuti dentro queste camere a gas prima di morire. I graffi all’interno delle pareti della camera a gas da noi documentata provano i loro disperati tentativi di liberarsi.


– All’apertura della camera a gas gli allevatori sono tenuti a controllare uno ad uno che i visoni siano morti. Le immagini da noi ottenute in uno dei più importanti allevamenti di visoni in Italia provano che questo non accade e gli animali vengono gettati in un rullo con della segatura senza accertarsene.


– I cadaveri vengono scuoiati il giorno seguente l’uccisione, con un coltello si provoca una lacerazione tra le zampe posteriori e si sfila la pelliccia come se si rivoltasse un calzino. La carcassa verrà gettata via ed ammucchiata in fosse comuni o bruciata, mentre il pelo sarà trattato con agenti chimici per conservarlo prima di essere inviato alle aste di tutto il mondo e divenire un prodotto dell’industria della moda.


Occorrono dagli 11 ai 14 animali per produrre 1 Kg di pelliccia e fino a 80 esemplari per un singolo capo intero.



MALTRATTAMENTI


– Abbiamo documentato allevatori che prendono in mano i visoni tenendoli per la coda, li portano così per diversi metri e addirittura li scrollano, modalità che potrebbe causare serie lesioni alla loro spina dorsale ed è una evidente forma di maltrattamento. In un caso i visoni scappati dalle gabbie venivano catturati con uno strozzo e sollevati da terra con quest’ultimo, praticamente impiccandoli.

VITE A CONFRONTO
I VISONI IN LIBERTÀ E I VISONI IN GABBIA

In natura

In gabbia

Vivono nelle foreste vicino a fiumi, ruscelli, laghi, stagni. Sono infatti animali semiacquatici e sono eccellenti nuotatori.

I visoni vengono allevati in file di gabbie di metallo poste sotto delle tipiche tettoie aperte ai lati cosicché la pelliccia sia protetta dal sole che tende ad arrossarla ma rimanga esposta al vento così da renderla folta. Le gabbie sono larghe 36 cm, profonde 70 cm. e alte 45 cm.

In cerca di cibo si immergono anche in profondità e possono nuotare per ore senza fermarsi, coprendo in un giorno distanze fino a 20 chilometri.
Scavano le loro tane lungo le rive di fiumi e specchi d’acqua, le ricavano da tronchi cavi oppure abitano quelle abbandonate da castori o topi muschiati e creano dei giacigli con erba secca e foglie.

L’unico contatto che possono permettersi con l’acqua è attraverso un beverino che ne rilascia poche gocce.
All’interno della gabbia di metallo c’è una scatola di legno che dovrebbe dare all’animale l’illusione di un rifugio dove nascondersi.

I visoni sono animali estremamente solitari e non sopportano la presenza di un loro simile anche all’interno di un territorio molto ampio perciò marcano i confini con secrezioni ghiandolari.

Più esemplari sono costretti a convivere nella stessa gabbia. Le conseguenze di questa massima offesa alla loro natura sono terribili: gli animali provocano lesioni al loro stesso corpo e spesso si mutilano, nel tentativo di porre fine al supplizio della prigionia. Aggrediscono e spesso uccidono i loro compagni.

Sono attivi soprattutto di notte e cacciano altri mammiferi, anfibi, rettili e uccelli. Sono animali molto curiosi e amano indagare ciò che li circonda.

Il cibo è l’unico stimolo che interrompe per un attimo la monotonia della reclusione. E’ costituito da una poltiglia di farina e frattaglie di pesce e pollame a cui a volte vengono aggiunti psicofarmaci per mitigare lo stress.

Le madri visone preparano con cura la tana in previsione del parto. I piccoli vengono svezzati dopo 5 settimane dalla nascita e iniziano a cacciare ma rimangono con la madre fino all’autunno quando diventano indipendenti.

Questi animali si differenziano in riproduttori/fattrici oppure esemplari giovani. Se sono riproduttori o fattrici vivono in queste gabbie per tre, quattro anni, fino a quando generano figliate con un pelo scadente o si ammalano e quindi vengono uccisi e uccise per farne pelliccia.Nel mese di marzo la femmina viene introdotta nella gabbia del maschio e nei mesi di aprile-maggio nasceranno fino a quattro piccoli. La madre è talmente frustrata che il suo malessere la può portare a uccidere i propri figli.
Verso luglio i visoni vengono separati dalla madre per evitare zuffe che rovinerebbero il pelo. I cuccioli trascorrono l’estate senza poter dar sfogo alla loro indole curiosa e desiderosa di esplorare. In autunno saranno uccisi e scuoiati.

Quando incontrano altri predatori si battono strenuamente.

In presenza dell’allevatore cercano di nascondersi ma non hanno scampo.

I visoni sono dotati di vista, olfatto e udito eccellenti.

L’odore di feci, urine, secrezioni ghiandolari e i rumori forti vengono percepiti dai visoni in modo amplificato. Sono causa di ulteriore stress e anche di morte per infarto nel caso dei rumori.

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